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Innominata Prima canapa light, la recensione

Tutto ciò che resta di questa canapa light è una fastidiosa emicrania. Domani mattina Il Conte assumerà zeolite e reciterà l’OM per ripulire le membra dalle presenze infestanti.  

Ci sono casi in cui è preferibile sorvolare sul nome del prodotto e del produttore. Se nel mercato della canapa light ogni produttore (e rivenditore) si inventa un nome nuovo, Il Conte in questi casi le chiama con un nome generico:  Le Innominate. Questa canapa light è la prima della serie, ergo il suo nome è Innominata Prima. 

Il CBD shop dove Il Conte si è lasciato irretire dall’Innominata Prima è una piccola perla ricca di canapa light in quell’area dai contorni indefiniti che chiamano Brianza. Tutti sanno dov’è, nessuno sa dove inizia. Perchè venendo dalla città, ogni paesino che si incontra dovrebbe già essere all’interno dell’evanescente confine, ma i residenti del paesino dicono che il confine vero inizia dal paese dopo. Così uno non sa mai quando è veramente nell’area esatta, tranne quando è effettivamente lì. Mai puntare il navigatore sulla Brianza: potrebbe crashare all’istante le mappe, potrebbero fondere i server di google maps, e potrebbero cadere dal cielo tutti i satelliti delle costellazioni GPS, GLONASS e Galileo (esiste ancora?).

Peccato non poter nominare lo shop. Perchè il punto vendita è piccolo e adorabile, gestito dal disponibile ed efficiente fondatore, dai modi aperti e professionali.  Il Conte torna alla dimora con una confezione da 2 grammi di Innominata Prima, con CBD dichiarato del 15% circa (dato preciso omesso).

Il titolare batte uno scontrino ad accompagnare l’omaggio e queste sono le piccole cose adorabili che fanno la differenza. Il Conte ha visto queste finezze quasi esclusivamente nei piccoli paesi del profondo Nord della Lombardia. Sarà l’atmosfera svizzera che filtra efficienza e rispetto attraverso le fredde valli alpine? Ehi, guarda, una capretta.. (cit.)

La confezione

La bustina è sobria, e la sobrietà funziona. Sul fronte sono presenti solo il logo e il marchio del produttore. Sarebbe sempre preferibile dare evidenza al nome del prodotto e rinunciare alla propria grandezza. La finestrella trasparente mostra la cima in bella evidenza, lasciando però filtrare la luce. Sigillo salvafreschezza di ottima fattura. Fumarsi il sigillo forse avrebbe causato emicrania, almeno per qualcosa.

Sul retro si trovano tutte le diciture di legge stampate sulla bustina. Il risultato è positivo, un salto di qualità rispetto alle solite bustine con adesivo appiccicato sopra. 

Sul retro è presente anche il link alle analisi. Ciò sarebbe molto apprezzato da Il Conte, non fosse che il link restituisce una pagina non trovata. Errore 404. 

Esame visivo

E’ una outdoor. Per definizione non può essere incantevole come le indoor. Non può. La cima comunque è un gran bel blocco unico da 2 grammi e incute rispetto. Si intravedono i cristalli. La cima è ariosa, mediamente leggera, naturalmente ricca di sugar leaves per un trimming che per le outdoor è sempre di difficile esecuzione

Esame olfattivo

Pungente. Questa Innominata Prima rilascia aromi intensi di pino e abete già dallo strappo della parte termosaldata. Anche dopo aver respirato diversi minuti a bustina aperta continua a rilasciare intensi e persistenti aromi di conifera. 

La degustazione

Il Conte opta per l’amatissimo filtro in terracotta di Filter-it, che sarà recensito a breve, e cartine ziggi non sbiancate, in rotolo. Al termine della recensione il filtro è stato ripulito con Agua de Ruda e Agua Florida (le acque sacre che scacciano i demoni durante le cerimonie di Ayahuasca) e infine esorcizzato con ampie passate di Palo Santo

All’accensione le note di pino e abete tornano a spandersi nell’aria. Gli aromi sono complessi, come per tutte le outdoor, e si rincorrono a ogni degustazione, spaziando dal dolce intenso con finale di cuoio, al terroso, pino, muschio, di nuovo dolce. Spiacevoli grattini in gola, sgraditi a Il Conte, si fanno sentire regolarmente. Non va, proprio non va.

Retrogusto dolce con sentori di cuoio. Spunta poi uno strano sentore di pesce, morto scappando dal disastro di Fukushima, che se non altro prende rapidamente il largo (il gustaccio, non il pesce).

Alla plebe!” ulula Il Conte, lanciando via ciò che resta della degustazione.

Intensità

Un CBD dichiarato del 15%? Intensità minima. Durata evanescente. Tutto ciò che resta della degustazione è una insistente emicrania comparsa 3 minuti dopo la degustazione. Questa patologia è del tutto sconosciuta a Il Conte, salvo quando si sfonda di pesce fritto alla bancarella peggiore del mercato, quella nota per l’olio di frittura riciclato (non per salvare il pianeta, forse per salvare qualche decina di euro alla fine del mese). La causa dell’emicrania può essere dovuta all’uso di fertilizzanti di bassa qualità e mancato flush finale. Se fosse indoor. Invece è outdoor. 

LA SCHEDA – PUNTEGGIO MASSIMO 5/5

Confezione: 3.1/5 –  bustina con finestrella sul fronte

Packaging: 3.3/5 – bella stampa su bustina, link alle analisi non funzionante!

Aspetto: 3.3/5 –  outdoor, grande cima, pezzo unico da 2 grammi

Aroma: 4.4/5 – pino e abete intensi, persistenti e gustosi

Gusto: 2.9/5– complessa, da brava outdoor, ma gratta. Finale – per un attimo – di pescetto morto e spiaggiato. 

Intensità: 2.9/5 – dov’è il relax? Resta una emicrania da frittura riciclata

Durata: 3.1/5 – evanescente

Punteggio complessivo: 3.2/5 

Il giudizio de Il Conte: per i collezionisti di… di… ci sarà ben un collezionista di queste cose?

Dove acquistare

La Innominata Prima è in vendita. Si, è in vendita. Se non altro, è in vendita ad un prezzo più basso rispetto alla media, anche se comunque overpriced per questo prodotto. Si può acquistare online e in alcuni CBD Shop. Il Conte consiglia di acquistarla prima possibile per aggiungerla alla collezione perchè prima o poi sparirà, per non tornare – si spera – mai più. 

Fly High!

Il Conte

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1 pensiero su “Innominata Prima canapa light, la recensione”

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