Tipi da Ayahuasca, bestiario di viaggio: Anthony fuma canne a tutte le ore

Ci mette poco tabacco. Il resto é marijuana.

Fuma solo quella. A qualsiasi ora.

È preso bene, per essere stoned. E’ preso bene, Anthony.

Il Conte ha incontrato Anthony (ed altri soggetti improbabili) durante una recente cerimonia di Ayahuasca.

Ore 6.40 am, il Conte si alza lesto dalla tanetta della cerimonia e si dirige verso il balcone, o verso la toilette. L’uno o l’altro sarà una decisione lastminute.

Affamato come un coyote, il vostro scrivano devia fulmineo verso il buffet e trangugia due banane, dimenticandosi di ringraziarle prima. 

D’altra parte la fame è una brutta bestia.

Poi del succo di pera, perchè frutta dolce e frutta semiacida si possono consumare insieme. Mai succo di arancia, con le banane.

Il vostro si ferma con lo sguardo fisso sulla cannuccia a riflettere su un grande perché esistenziale. 

Perché é necessario estrarre del succo dalle pere, pastorizzarlo eliminandone tutte le vitamine, per poi aggiungere vitamine in polvere e impacchettare tutto in scatolini di cartone ed alluminio che sono una sfida anche per la differenziata? Perché? Il vostro contempla la monumentale contraddizione, a suo modo imperfettamente perfetta. E tant’é. 

Placato l’istinto primordiale, via – una sigaretta ben fatta, un maglione e sul balcone. Dove c’è Anthony. Che a quell’ora sta già fumando qualcosa. Sarà tabacco. Una folata di vento svela ogni dubbio. Anthony è già nell’Hindu Kush, l’altipiano afghano noto per la sua ottima sativa. Alle 6.40 del mattino.

Wake and bake, come dicono gli inglesi” dice qualcuno sul balcone. Chi, se non il suo amico Heinrich, tatuatore professionista. I due hanno fatto coppia fissa per tutto il weekend. Cioè, nel senso che hanno fatto subito amicizia.

“Meh. Ehm.” è la risposta di Anthony, manifestamente high as a kite, mentre ruota le pupille e contempla l’immensità.

“Non mi ha fatto un cazzo”, continua Heinrich (Il cannone o l’ayahuasca?).

Tempo di andare. Anthony saluta con un grande abbraccio, dopo aver parcheggiato sul portacenere il cannone che stava fumando. E’ una persona adorabile. Di quelle persone che se ti donano un rene, se ti serve.

Alle cerimonie, Anthony prende l’erba sacra e dorme. Sempre. Crolla all’istante. E quando dorme, grugnisce come un cinghiale.

Niente è più imbarazzante di uno che dorme e grugnisce, alle cerimonie. Il russamento di uno può pregiudicare l’esperienza di tutti. 

E perchè poi ti chiedi se lo sciamano o gli assistenti lo hanno sentito, se vanno a svegliarlo, perchè non vanno a svegliarlo, quandocazzcivanno, ma dormirà tutto il tempo? 

Che poi all’improvviso sale l’ayahuasca e ti insegna a trovare il silenzio dentro te stesso.

Questa é una miniserie di posti sui tipi strani che si incontrano alle cerimonie di ayahuasca. 

Stay tuned. Fly high. 

Il Conte

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