Fiore femminile di canapa legale Innominata Seconda

Innominata Seconda, recensione canapa legale

Questa Innominata Seconda non ce la fa. Se non altro, ha il merito di ricordare i momenti tragicomici del contatto con il mercato illegale

Alzi la mano chi non è mai rimasto fondo, a vuoto, a secco, di non aver rovistato nel portagioie o svuotato il doppio fondo del tritaverdure, poi esser passati alle idee più strampalate con surrogati discutibili quali filamenti (tecnicamente floemi) di bucce di banana, foglie di artemisia, schegge di noce moscata, prima di prendere quella decisione discutibile di cercare in tasca una banconota di piccolo taglio e uscire di casa alla ricerca dell’ignoto…

In quelle (per fortuna rare) occasioni, per qualche motivo oscuro a ogni acquirente occasionale, ogni luogo di scambio diventa la scenografia di un western all’ora di mezzogiorno. Balle di fieno rotolano libere per le strade. Non si sa come e non si sa da quale saloon spunta all’improvviso una presenza spettrale, un consumato consumatore di qualcos’altro, che si offre come unica ancora di salvezza – per se stesso, s’intende.

Lì è in agguato la fregatura: dieci euro per erba di prato e fiori di campo. Inevitabile. O forse, in un mercato regolamentato, forse non sarebbe potuto succedere.

Il Conte lascia i ricordi al passato e torna nell’Anno Domini 2019. Qualcosa è cambiato? Si: non sono fiori di campo e l’acquisto è avvenuto in un mercato abbastanza regolamentato. Cosa non è cambiato invece? La sensazione di avere tra le mani qualcosa di inutile, e in più pagata per buona.

La confezione

La confezione potrebbe essere considerata una trovata originale, o quanto meno singolare. Un compromesso accettabile tra le esigenze di mercato e la cura del prodotto, conservato in semplice bustina di plastica trasparente a sua volta custodita in un involucro esterno. Logo e marchio in bella vista per un packaging a suo modo accattivante pur con accostamenti di colore migliorabili. Il Conte non può entrare nel merito per non svelare l’identità dell’Innominata Seconda.
Sul retro le indicazioni di legge, i link alla pagina Facebook e al sito web del distributore e le percentuali di cannabinoidi. L’impaginazione è ordinata, e nel complesso il packaging sembra alludere al mondo del tabacco, con l’augurio che l’accostamento non sia cercato.

Esame visivo

La Innominata Seconda compare dal nulla, sotto le mentite spoglie di una comune e innocente canapa light dal trimming infelice. Tante volte Il Conte è stato tollerante con sugar leaves cariche di resina e aggrappate ai calici, non è questo il caso: sospette foglioline verdognole circondano il fiore e non resta che disfarsene prima dello sbriciolamento. Calici piccoli e fogliame sul verde scuro, con tonalità che virano verso il grigio topo (cit.) nelle zone meno esposte alla luce. La folta presenza di pistilli rossicci non basta per riscattare questa Innominata Seconda.

Esame olfattivo

Il Conte, benpensante e comunque speranzoso, procede all’esame olfattivo. Il forte odore di canapone è accompagnato da chiare note speziate di tarassaco essiccato in padella. Il carattere pungente c’è, se non altro. Il Conte, per stoico amore dell’affezionato lettore, completa l’esame olfattivo e rileva un vago ricordo di Skunk, che per i non anglofoni è la traduzione di Puzzola.

Degustazione

Spugnosa al tatto, l’Innominata Seconda si lascia sbriciolare grazie all’umidità azzeccata.
All’accensione compare il vago ricordo di una Kush. Che tuttavia non è sufficiente a coprire il forte sentore di tarassaco essiccato in padella, in piena corrispondenza gusto-olfattiva. Volano nell’aria le note di canapone ed è un tuffo nel passato, quando gli idraulici usavano la canapa per rivestire i filetti e tamponare le perdite e bruciavano i residui con l’accendino.

Che pianta miracolosa.

Il Conte, in un gesto di clemenza (perchè anche le Innominate, in fondo, hanno il diritto di esistere) tenta di proseguire la degustazione con un secondo bacio, sperando nel miracolo della trasformazione in principessa; questa tuttavia non è una favola e l’Innominata seconda non migliora. Alla plebe!

Finale di cuoio e terra, un classico, forse il suo punto di forza.

Intensità

La percentuale dichiarata è incerta. Le diciture hanno bisogno di maggiore chiarezza, perchè lasciano spazio all’interpretazione. Ad ogni modo, l’intensità è evanescente. Resta un sospetto cerchio alla testa (no, non è la corona de Il Conte – i conti generalmente non portano corone) da smaltire quanto prima.

 

LA SCHEDA – PUNTEGGIO MASSIMO 5/5

Confezione: 3.2/5 – Bustina trasparente custodita in scatola di cartoncino

Packaging: 3.5/5 – Accostamento di colori da migliorare

Aspetto: 3.4/5 – Trimming incerto; al netto di questo potrebbe funzionare

Aroma: 2.1/5 – Il fattone della stazione non ha solo fatto strada, ha fatto proprio scuola

Gusto: 2.3/5 – Alla plebe! Accettabili terra e cuoio finali.

Intensità: 2.9/5 – Ha l’indiscutibile pregio di far rivalutare la teoria della bananadina

Durata: n.g. – Degustazione interrotta

Complessivo: 2.9/5

Il giudizio de Il Conte: Innominata Seconda insegna che non bisogna mai abbassare la guardia e prendere qualcosa a scatola chiusa.

Dove acquistare

La Innominata Seconda è tuttora in vendita, e questa è la vera, cattiva notizia. Si potrebbe nascondere nel negozio sotto casa e comparire quando non c’è proprio niente di meglio. Potrebbe beffare gli spider dei motori di ricerca ed essere acquistabile online. Il prezzo, pur non esagerato, è comunque troppo alto rispetto alla qualità di questa innominata cosa.

Fly High!

Il Conte

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